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Riconoscimenti
da una idea malsana di Lorenzo dell'Uva (www.delluva.it)
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12 luglio, 2010 | No comments
Nullatenenti in affitto a Porto Cervo.
ROMA — Se vedete un signore a bordo di una fiammante fuoriserie varcare il cancello di una lussuosa villa che ha appena affittato a Porto Cervo, Capri, Forte dei Marmi, Positano, oppure, perché no, Portofino e Taormina, farete bene a compatirlo: nel 47% dei casi, secondo Contribuenti.it. è nullatenente o pensionato con la social card nel portafoglio. Accanto, s’intende, a una carta di credito oro ben fornita, trattandosi evidentemente di evasori o loro prestanome. Ma è possibile che in questo Paese la faccia tosta sia una caratteristica tanto diffusa? Purtroppo lo è anche di più. Diversamente quello del «finto povero» non sarebbe diventato uno sport nazionale. Basta scorrere le notizie che finiscono in due righe in fondo a una pagina di giornale. Una volta la Guardia di finanza ha pizzicato a Siena un signore che aveva chiesto il contributo per pagare la pigione spettante agli indigenti: aveva due ville e quattro appartamenti. Proprio così. In un’altra occasione è stato sufficiente controllare a fondo il parco macchine di un caseggiato popolare per scoprire fra gli assegnatari degli alloggi i proprietari, rispettivamente, di una Porsche Carrera, una Jaguar e un Suv Volkswagen Tuareg. E questo a Padova, non a Napoli, dove il 59,9% degli occupanti abusivi delle abitazioni Iacp e addirittura il 78% di quelli comunali dichiara di vivere d’aria. (via Corriere.it)
27 aprile, 2010 | No comments
Preso Tegano, boss della ‘ndrangheta. In centinaia gridano: “E’ un uomo di pace
REGGIO CALABRIA – La polizia ha arrestato ieri sera a Reggio Calabria il boss della ‘ndrangheta Giovanni Tegano, di 70 anni, inserito nell’elenco dei 30 latitanti più pericolosi del ministero dell’interno. Tegano è stato preso nel corso di un’operazione eseguita dalla squadra mobile di Reggio Calabria, diretta da Renato Cortese, in località Terreti. Tetgano era armato e in compagnia di altre cinque persone. Il genero, un pregiudicato e i proprietari dell’appartamento nel quale si nascondeva,Davanti alla Questura questa mattina centinaia di persone, fra cui molti esponenti della estesa famiglia di Tegano. Le donne gridavano: “Avete preso un uomo di pace”. Per il boss anche molti applausi. Piu’ tardi, in conferenza stampa, il questore ha denunciato: “E’ una vergogna, noi aspettavamo gli applausi alla polizia, invece sono arrivati quelli al boss”. (via Repubblica.it)REGGIO CALABRIA – La polizia ha arrestato ieri sera a Reggio Calabria il boss della ‘ndrangheta Giovanni Tegano, di 70 anni, inserito nell’elenco dei 30 latitanti più pericolosi del ministero dell’interno. Tegano è stato preso nel corso di un’operazione eseguita dalla squadra mobile di Reggio Calabria, diretta da Renato Cortese, in località Terreti. Tetgano era armato e in compagnia di altre cinque persone. Il genero, un pregiudicato e i proprietari dell’appartamento nel quale si nascondeva,
Davanti alla Questura questa mattina centinaia di persone, fra cui molti esponenti della estesa famiglia di Tegano. Le donne gridavano: “Avete preso un uomo di pace”. Per il boss anche molti applausi. Piu’ tardi, in conferenza stampa, il questore ha denunciato: “E’ una vergogna, noi aspettavamo gli applausi alla polizia, invece sono arrivati quelli al boss”.
Non ricordo come sono finite le ultime regionali in Calabria.
12 aprile, 2010 | No comments
Cure negate senza tessera sanitaria muore a 13 mesi bimba nigeriana.
Rifiutata dall’ospedale perché le era scaduta la tessera sanitaria, una bambina nigeriana di 13 mesi muore poche ore dopo. Il padre, in regola con il permesso di soggiorno, aveva appena perso il lavoro e non poteva rinnovare il documento che forse avrebbe strappato la piccola alla morte. «Uccisa dalla burocrazia», dicono gli amici della coppia, che in 200 hanno sfilato per le vie di Carugate, hinterland di Milano, dove la famiglia vive.FOTO Gli amici in strada a Carugate«I medici avrebbero potuto salvarla se non si fosse perso tutto quel tempo e se le cure fossero state adeguate. Se fosse stata italiana questo non sarebbe successo», grida ora Tommy Odiase, 40 anni, in Italia dal 1997. Chiede giustizia mentre stringe la mano della moglie Linda, di nove anni più giovane.Rifiutata dall’ospedale perché le era scaduta la tessera sanitaria, una bambina nigeriana di 13 mesi muore poche ore dopo. Il padre, in regola con il permesso di soggiorno, aveva appena perso il lavoro e non poteva rinnovare il documento che forse avrebbe strappato la piccola alla morte. «Uccisa dalla burocrazia», dicono gli amici della coppia, che in 200 hanno sfilato per le vie di Carugate, hinterland di Milano, dove la famiglia vive.
FOTO Gli amici in strada a Carugate
«I medici avrebbero potuto salvarla se non si fosse perso tutto quel tempo e se le cure fossero state adeguate. Se fosse stata italiana questo non sarebbe successo», grida ora Tommy Odiase, 40 anni, in Italia dal 1997. Chiede giustizia mentre stringe la mano della moglie Linda, di nove anni più giovane. (via Repubblica.it)
con le parole di Primo Levi:
“Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo”
8 aprile, 2010 | No comments
Anziana uccisa in casa, tre fermi «Aggredita per i suoi rimproveri»
CATANIA – Una donna di 71 anni, Maria La Spina, è stata uccisa mercoledì sera, poco prima di mezzanotte, nella sua abitazione in via Duca degli Abruzzi, a Catania. La donna era nubile e viveva da sola. È stata aggredita e colpita ripetutamente con oggetti contundenti.SOSPETTATI – La squadra mobile della Questura sta interrogando tre persone, sospettate per il delitto. La loro posizione è al vaglio del sostituto procuratore distrettuale Andrea Sorrentino e del procuratore capo del Tribunale per i minorenni di Catania, Agostino Fera. Due di loro, infatti, non sono ancora non maggiorenni. Secondo una ipotesi accreditata da più fonti, la donna sarebbe stata uccisa al culmine di un litigio per motivi personali dai tre che la conoscevano bene. A quanto pare, i tre sospettati serbavano rancore verso l’anziana per i continui rimproveri che lei rivolgeva loro. Con una scusa sarebbero riusciti a farsi aprire e una volta entrati nell’appartamento l’avrebbero picchiata a morte. La vittima sarebbe stata colpita con un oggetto metallico. Secondo l’accusa la casa sarebbe stata messa a soqquadro per simulare una rapina e coprire il reale movente del delitto. (via Corriere.it)
20 marzo, 2010 | No comments
Il sapone anti-immigrati, l’ultima della Lega ad Arezzo.
AREZZO – Sapone per lavarsi le mani dopo aver toccato un immigrato. Lo distribuiscono militanti della Lega Nord a Sansepolcro e in altri paesi della provincia di Arezzo. Un’iniziativa che ha indotto il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando, a chiedere l’intervento del ministro dell’Interno Roberto Maroni.
“La lega si conferma razzista e xenofoba. Distribuisce sapone anti-immigrati per lavarsi dopo aver toccato gli extracomunitari – ha affermato Orlando in una nota – E’ vergognoso tutto ciò. E’ una vera e propria istigazione alla violenza. Noi dell’Italia dei Valori chiediamo l’intervento del ministro Maroni, perché qui si tratta di una vera e prorpia istigazione all’odio razziale”. E ancora: “Suggeriamo a Bossi, dato che oggi salirà sul palco di San Giovanni, a Roma, di distribuire ai suoi alleati il sapone perché tutto hanno tranne che le mani pulite”. [via Repubblica.it]
Giusto un piccolo reminder di chi è al governo e si ricandida alla guida di molte regioni.
20 marzo, 2010 | No comments
Par condicio un paio di palle…
… mi permetto di segnalare:

diffondete, grazie.
12 marzo, 2010 | No comments
Par condicio, l’allarme dell’Authority. Pdl invade i Tg Rai e dilaga a Mediaset
ROMA – Nell’ultima settimana – periodo cruciale per l’inizio della campagna elettorale – l’informazione dei telegiornali è stata “squilibrata”. In favore del centrodestra. L’allarme arriva dall’Autorità per le comunicazioni, che ha chiesto “a tutte le emittenti” il rispetto del pluralismo. Leggendo i dati del monitoraggio sui Tg, appare chiaro come a maggioranza e governo sia stata garantita su tutti i canali – Rai e Mediaset – una copertura in proporzione superiore a quella dell’opposizione.La nota dell’Agcom parla chiaro: “Pur considerando l’incertezza durante la presentazione delle liste elettorali, si rileva un certo squilibrio dell’informazione sui telegiornali. Richiamiamo tutti al rispetto dei principi di completezza, correttezza, obiettività, equità, imparzialità e parità di trattamento con particolare rigore nei periodi elettorali”.
L’allarme è ancora più pressante vista l’abolizione dei talk show imposta dalle nuove regole della par condicio. E proprio ieri la Federazione nazionale della stampa ha annunciato una manifestazione a Bologna il 25 marzo in favore della libera informazione.
D’altra parte i dati dell’Authority sui telegiornali, unico veicolo di informazione politica televisiva fino al voto, parlano chiaro. Nella settimana compresa tra il 28 febbraio e il 6 marzo, il Tg1 guidato da Augusto Minzolini ha concesso al Pdl il 30,5% dell’informazione politica. Sommato al 2,3% della Lega si sfiora il 33%. Dati che non contano le apparizioni di premier, ministri, presidenti di Camera e Senato, che tutti insieme arrivano intorno al 23%. Totale 56%. L’opposizione (Pd, Idv, Radicali, Sel, Udc) vanta invece un misero 18%, con il Partito democratico al 9%. Fa il pieno il presidente della Repubblica (16%), che nella settimana del balletto sul salvaliste è stato al centro del mondo mediatico. Fatto sta che il Tg1 ha calpestato il cosiddetto “metodo Zaccaria”, quello che da una decina di anni chiede ai Tg di dedicare un terzo dell’informazione all’opposizione e i restanti due terzi in parte eque a governo e maggioranza. E nelle due settimane precedenti, dall’11 al 27 febbraio, i dati sono ancora più squilibrati: sul Tg1 il Capo dello Stato scende ad un più normale 5,4%, il premier sale 13,4% e i rapporti tra maggioranza ed opposizione sono del 69,5 a 18,5%. E anche il confronto tra il Pdl e il Pd è schiacciante: 30,4 a 9%. (via Repubblica.it)
Del tutto imprevedibile.
5 marzo, 2010 | No comments
Roma, il Pantheon chiude: concerto interrotto
“Oggi è domenica e il Pantheon chiude alle sei, il concerto finisce qui”, annunciano il custode e l’impiegata. Mancavano quattro minuti alla fine dell’esibizione, “giusto l’ultimo movimento di Vivaldi”, ma non c’è stato nulla da fare. I 500 spettatori seduti domenica scorsa ad ascoltare il quintetto russo Bach Consort sono stati letteralmente cacciati alla sala: luci spente e microfoni staccati. Il pubblico invita l’orchestra a continuare a suonare. E poi urla “vergogna, vergogna”. (da Repubblica.it)
18 febbraio, 2010 | No comments
Dalla Maddalena ai mondiali di nuoto la rete e le strategie di Gianni Letta.
ROMA – Il sottosegretario Gianni Letta è l’uomo del governo che ha scelto Guido Bertolaso alla Protezione civile. Oggi lo difende. Fino a ieri, rivelano le intercettazioni dei Ros di Firenze, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio decideva con il sottosegretario Bertolaso le strategie per non rendere pubblica un’infrazione dell’Unione europea sui cantieri alla Maddalena. Quelli per il G8. Di più, Letta in piena bagarre Mondiali di nuoto – la procura di Roma apre l’inchiesta sulle piscine private abusive – prende in mano la situazione per gestirla con Angelo Balducci, oggi in carcere per corruzione.Letta è al centro di una rete di relazioni decisiva per il governo e per l’attività edilizia della Protezione civile macina-appalti. La mattina del 7 marzo 2009 il consigliere del premier chiama Bertolaso e gli racconta, con la consueta cortesia, che Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea, lo ha chiamato: “Ha saputo che Dimas apre una procedura di infrazione sulla Maddalena e che la renderà pubblica mercoledì o giovedì. Mi ricordo male o tu eri amico di Dimas?”. Stavros Dimas è il commissario europeo per l’Ambiente, e che ci sia un’istruttoria europea si sa dal giugno 2008. Ora si rischia l’infrazione. Bertolaso spiega a Letta che sono due le questioni: “Una per quello che riguarda gli aspetti ambientali e l’altra per quello che riguarda la procedura di gara… La procedura di gara l’hanno poi chiusa in senso positivo nostro”. Letta chiede: “Gli vuoi fare una telefonata tu o debbo attivare l’Ambiente che evidentemente non ha saputo difenderti a dovere”. Bertolaso: “L’ambiente non ci difende mai… E poi in ambasciata purtroppo c’è ancora la gente che c’ha messo Pecoraro e che la Prestigiacomo ancora non è riuscita a togliere…”. Chiude Letta: “Mi dici se devo fare qualcosa…”.ROMA – Il sottosegretario Gianni Letta è l’uomo del governo che ha scelto Guido Bertolaso alla Protezione civile. Oggi lo difende. Fino a ieri, rivelano le intercettazioni dei Ros di Firenze, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio decideva con il sottosegretario Bertolaso le strategie per non rendere pubblica un’infrazione dell’Unione europea sui cantieri alla Maddalena. Quelli per il G8. Di più, Letta in piena bagarre Mondiali di nuoto – la procura di Roma apre l’inchiesta sulle piscine private abusive – prende in mano la situazione per gestirla con Angelo Balducci, oggi in carcere per corruzione.
Letta è al centro di una rete di relazioni decisiva per il governo e per l’attività edilizia della Protezione civile macina-appalti. La mattina del 7 marzo 2009 il consigliere del premier chiama Bertolaso e gli racconta, con la consueta cortesia, che Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea, lo ha chiamato: “Ha saputo che Dimas apre una procedura di infrazione sulla Maddalena e che la renderà pubblica mercoledì o giovedì. Mi ricordo male o tu eri amico di Dimas?”. Stavros Dimas è il commissario europeo per l’Ambiente, e che ci sia un’istruttoria europea si sa dal giugno 2008. Ora si rischia l’infrazione. Bertolaso spiega a Letta che sono due le questioni: “Una per quello che riguarda gli aspetti ambientali e l’altra per quello che riguarda la procedura di gara… La procedura di gara l’hanno poi chiusa in senso positivo nostro”. Letta chiede: “Gli vuoi fare una telefonata tu o debbo attivare l’Ambiente che evidentemente non ha saputo difenderti a dovere”. Bertolaso: “L’ambiente non ci difende mai… E poi in ambasciata purtroppo c’è ancora la gente che c’ha messo Pecoraro e che la Prestigiacomo ancora non è riuscita a togliere…”. Chiude Letta: “Mi dici se devo fare qualcosa…”. (da Repubblica.it)
In questo governo c’è sempre di mezzo un letto o un letta.
27 gennaio, 2010 | No comments
Aspettando iHitler…
A questo punto mi aspetto che Apple approvi su AppStore anche uno su Hitler, una guida per pedofili e un manuale per costruire bombe in casa…
20 gennaio, 2010 | No comments
Processo breve, sì del Senato Bagarre in Aula, seduta sospesa.
Via libera di Palazzo Madama, in prima lettura, al disegno di legge sul processo breve, che passa ora all’esame della Camera. L’Aula ha approvato il provvedimento con 163 voti favorevoli, 130 contrari e 2 astenuti. Protesta dell’Idv, scontro con alcuni deputati del Pdl: sono intervenuti i commessi, poi seduta sospesa dal presidente Schifani. All’esterno sit-in di protesta del ‘popolo viola’. Alle 16 la relazione del guardasigilli Angelino Alfano sull’amministrazione della giustizia a cui seguirà il dibattito.
15 gennaio, 2010 | No comments
Tassa su pc e telefonini per dare soldi alla Siae.
Cellulari, decoder, computer, lettori mp3: qualunque dispositivo abbia una memoria verrà colpito da una nuova “tassa”, fra qualche giorno. È quanto deciso dal decreto firmato il 30 dicembre dal ministro dei Beni e delle attività culturali Sandro Bondi. Il decreto aggiorna ed estende, a livelli inauditi in Europa, il cosiddetto “equo compenso”: una somma che i produttori di beni tecnologici devono versare a Siae, a “compenso” della copia privata. Cioè del fatto che l’utente può usare quelle tecnologie per fare un (legittima) copia personale di cd e film acquistati.Finora però l’equo compenso è gravato solo su supporti (cd, dvd) e su masterizzatori. Adesso viene esteso a tutti i prodotti dotati di memoria. Un bel colpo, per Siae: “dall’equo compenso finora ha ricavato circa 70 milioni di euro. Dal 2010 passerà a circa 300 milioni, secondo stime di Confindustria e Assinform”, dice Guido Scorza, avvocato tra i massimi esperti di copyright e hi-tech. Prevedibile che i produttori vorranno scaricare questa tassa sui consumatori, almeno in parte, come del resto è avvenuto con Cd e Dvd.Cellulari, decoder, computer, lettori mp3: qualunque dispositivo abbia una memoria verrà colpito da una nuova “tassa”, fra qualche giorno. È quanto deciso dal decreto firmato il 30 dicembre dal ministro dei Beni e delle attività culturali Sandro Bondi. Il decreto aggiorna ed estende, a livelli inauditi in Europa, il cosiddetto “equo compenso”: una somma che i produttori di beni tecnologici devono versare a Siae, a “compenso” della copia privata. Cioè del fatto che l’utente può usare quelle tecnologie per fare un (legittima) copia personale di cd e film acquistati.
Finora però l’equo compenso è gravato solo su supporti (cd, dvd) e su masterizzatori. Adesso viene esteso a tutti i prodotti dotati di memoria. Un bel colpo, per Siae: “dall’equo compenso finora ha ricavato circa 70 milioni di euro. Dal 2010 passerà a circa 300 milioni, secondo stime di Confindustria e Assinform”, dice Guido Scorza, avvocato tra i massimi esperti di copyright e hi-tech. Prevedibile che i produttori vorranno scaricare questa tassa sui consumatori, almeno in parte, come del resto è avvenuto con Cd e Dvd.
14 gennaio, 2010 | No comments
Clochard ucciso nell’acqua gelata
NAPOLI – Non è stato soltanto il freddo a uccidere Yussuf Errahali, marocchino di 37 anni trovato morto martedì mattina su una panchina nella centralissima piazza Cavour, davanti alla stazione della metropolitana. Anzi, per quanto la temperatura della notte fosse stata gelida, Yussuf probabilmente l’avrebbe sopportata: non era la prima volta che dormiva in strada, ci dormiva sempre, come ci dormono in tanti in quella piazza di Napoli e in molte altre piazze e strade, soprattutto in prossimità delle stazioni ferroviarie. Però Yussuf la temperatura vicina a zero gradi l’ha affrontata inzuppato d’acqua gelata, dopo che un gruppo di balordi l’aveva buttato in una fontana lì a due passi e lui, intontito cronico per una vita consumata a scolare bottiglie e a cercare i soldi per la droga (fino all’altro giorno era in ospedale per un trattamento sanitario obbligatorio di disintossicazione), non ha saputo reagire, e nemmeno è stato capace di tirarsi su in fretta. È rimasto lì chissà per quanto tempo, e anche quando ne è uscito non aveva certo un posto dove andare a asciugarsi, cambiarsi e prendere calore.
Diranno che è la solita noia dei ragazzi moderni. Mi chiedo perchè nessuno di questi “bravi ragazzi” si suicidi invece di prendersela con i poveracci.
15 dicembre, 2009 | No comments
Il conflitto d’interessi non esiste.
Un anno fa, era stata la volta dell’Iva per gli abbonamenti alla pay-tv, portata di colpo al 20%. Adesso la sfida tocca i tetti di raccolta pubblicitaria. E’ l’ennesima battaglia della guerra tra Mediaset e Sky, tra “Silvio e Rupert”. La tv di Murdoch – che oggi potrebbe infilare spot sui suoi canali per il 18% di ogni ora – dovrà scendere al 12. Un taglio che, pur riguardando tutte le emittenti a pagamento, anche Mediaset Premium, colpisce in primo luogo il gruppo del tycoon australiano.
Il governo, dunque, ha predisposto un altro affondo per arginare la tv satellitare. Lo schema di decreto legge – messo a punto dal viceministro Romani – può approdare in Consiglio dei ministri questo giovedì (a meno che l’incidente al premier non porti al suo rinvio). Il tutto inserito in un provvedimento che recepisce la nuova direttiva Ue sulla “Tv senza Frontiere”. Per ora è una bozza, ma Palazzo Chigi accende il disco verde per renderla definitivo. (da Repubblica.it)
Se vanno avanti così sarò costretto ad abbonarmi a sky.
5 dicembre, 2009 | No comments
Reclamava lo stipendio di tre mesi ucciso dal datore di lavoro a Biella.
« Next entriesBIELLA - Reclamava lo stipendio che da tre mesi non gli era stato versato. Per questo è stato ucciso dal datore di lavoro con nove coltellate. Questa la storia di Ibrahim M’bodi, operaio 35enne in un cantiere edile, senegalese trapiantato a Zumaglia, nel Biellese, fratello di Adam M’Bodi segretario dei metalmeccanici della Cgil di Biella. Il suo cadavere è stato ritrovato pero’ ieri da due agricoltori in un canale di scolo ai margini di una risaia, ma l’assassinio è di tre giorni fa e il datore di lavoro, Franco D’Onofrio, ha confessato ai carabinieri dopo un lungo interrogatorio.
M’Bodi aveva gia’ avuto accese discussioni con D’Onofrio perche’ non riceveva lo stipendio con regolarita’. ”Sono a pezzi”, ha commentato il fratello Adam che aveva anche tentato un’inutile mediazione con l’imprenditore. ”E’ un omicidio che non puo’ passare sotto silenzio”, scrivono in una nota unitaria i sindacati Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil di Biella: “Fatti di inaudita gravita’ come questo rientrano in un clima generale di imbarbarimento dei rapporti sociali, con la possibile aggravante dell’odio razziale. I diritti dei lavoratori sembrano non avere piu’ cittadinanza e se, come in questo caso, il lavoratore e’ extracomunitario, possono sollecitare le reazioni piu’ estreme”. (via Repubblica.it)
