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il primo blog che si commenta (quasi) da solo.

Archive for luglio, 2009

31 luglio, 2009 | No comments

Treviso, ecco l’albo delle badanti venete: “corsi di dialetto e usi locali”

La provincia di Treviso, riferisce la Padania, sta istituendo un albo delle badanti. Per accedervi bisognerà frequentare un corso in cui, tra l’altro, è previsto l’insegnamento del dialetto. “Un modo – assicura il presidente Leonardo Muraro – per far sì che la badante tenga conto dello stile di vita dell’anziano, dei suoi usi e dei suoi costumi”. 
La Marca trevigiana, sempre una punta più avanti dell’Italia, alza ancora un po’ l’asticella e impone all’immigrato un impegno suppletivo: imparare, immaginiamo in cento ore, il veneto in modo da “inserirsi nel contesto”, sentirsi del contesto: i danè, lo spriz… (via Repubblica.it).

Grandioso. Questa storia del dialetto andrebbe estesa a tutti i campi. Vuoi una pizza? Ordinala in napoletano? Tortellini? In Bolognese? La Carbonara? Chiedila in romanesco. Serve un pompino? In dialetto di Arcore…

28 luglio, 2009 | No comments

Agrigento, sigilli all’ospedale. “Cemento fragile: c’è rischio sismico”

AGRIGENTO – La Guardia di Finanza di Agrigento ha sequestrato il nuovo ospedale «San Giovanni di Dio» di Agrigento perché a rischio crollo, soprattutto in caso di terremoto. La struttura inaugurata appena 5 anni fa sarebbe stata infatti realizzata con cemento depotenziato. Gli uomini delle fiamme gialle in mattinata hanno così notificato il «sequestro preventivo dell’intero complesso ospedaliero» disposto dal Gip di Agrigento, Alberto Davico, su richiesta del Procuratore della Repubblica, Renato Di Natale, dell’aggiunto Ignazio Fonzo e del sostituto Antonella Pandolfi.

Un Ospedale costruite male? In Italia? Ma dai… non scherziamo…

20 luglio, 2009 | No comments

2009, fuga da Roma dei turisti giapponesi.

I flussi turistici del Giappone verso l’Italia sono «in rapido declino» e scontano fattori come il supereuro, la nuova influenza e, soprattutto, «i servizi di bassa qualità” e i “prezzi illegali», ad esempio nel caso di ristoranti e taxi. In una corrispondenza da Roma, l’Asahi Shimbun, il secondo quotidiano del Sol Levante con 5 milioni di copie vendute al giorno, traccia in un’edizione dell’ultimo fine settimana un quadro poco rassicurante sul Belpaese, a poche settimane dal conto-truffa da 700 euro che una coppia di turisti giapponesi si è vista addebitata per un pasto consumato in un ristorante romano. (via Corriere.it).

Non c’è che dire la differenza Alemanno – Veltroni c’è e si vede.

20 luglio, 2009 | No comments

Ristoratori come pensionati dichiarano al fisco la stessa cifra.

ROMA – Ristoratori come pensionati, con un reddito lordo annuo tra i 14.500 e i 13.500 euro. Commercianti al dettaglio e all’ingrosso che dichiarano al fisco 19.785 euro con un importo lordo superiore solo di 400 euro lordi l’anno rispetto ad un lavoratore dipendente. Micro-società che, nel 2008, hanno dichiarato al fisco un reddito medio di 17.000 euro, inferiore a quello dei lavoratori dipendenti.

E’ vario e fa pensare il quadro che emerge dai primi dati sulle dichiarazioni fiscali del 2008 diffusi dal Dipartimento Fiscale del ministero dell’Economia. Tutti dati relativi al 2007, anno pre-crisi.

Ristoranti e alberghi. Il reddito medio degli imprenditori della categoria è in media di 14.597 euro e crolla a 13.545 euro per 100.000 su 120.000

imprenditori del settore che hanno optato per una forma societaria che consente la contabilità semplificata. Un reddito identico (la differenza è di 97 euro lordi) a quello dei pensionati, che in media nelle dichiarazioni si attestano a 13.448 euro. Il presidente di Fipe-Confcommercio Lazio Nazzareno Sacchi, però, spiega: “Ci sono migliaia di ristoranti che sono micro imprese a gestione familiare, osterie con cucina dove il reddito è davvero basso”.

Mini società. A dichiarare meno dei 19.335 euro dei dipendenti non sono gli “autonomi” ma le mini-società. Ovvero le imprese di persone con contabilità semplificata che oramai sono la “formula” scelta da molti settori: dal commercio, ai ristoranti, alle attività edili. Il reddito da lavoro autonomo si attesta a 37.124 euro, grazie ai redditi alti di professionisti e medici che alzano la media. Quello delle micro-società è in media di 17.007 euro, circa 1.400 euro lordi al mese.

Nella categoria della “mini-impresa” rientrano gli operatori del settore del commercio (672 mila), delle costruzioni (380 mila), del trasporto (82 mila), alberghiero e della ristorazione (100 mila). Anche per loro i redditi sono al lumicino. Lo stesso vale per il commercio: la media di reddito si attesta su 19.795 euro.

Se il commerciante è lavoratore autonomo dichiara in media 11.759 euro. Se ha una società a contabilità ordinaria dichiara 33.032 euro). Ma si crolla a 17.507 euro (lo stesso livello di un metalmeccanico che lavora da dieci anni) per le 672mila società del commercio all’ingrosso e al dettaglio che applicano la contabilità semplificata.

Trasporto. Tassisti, “padroncini” e agenzie di viaggio dichiarano in media meno di un lavoratore dipendente. I primi denunciano al fisco una media di 16.837 euro di reddito che scende a 15.468 se si è scelta la forma della società in contabilità semplificata. Per le agenzie di viaggio e di servizio alle imprese, invece, il reddito medio si attesta 18.725 euro (a 16.849 in semplificata).

Edilizia. Il reddito è di 20.317 euro ma scende a 18.582 euro per le 380 mila società “semplificate”. Meno di quanto previsto dal contratto per un maestro elementare ad inizio carriera.

Immobiliare. La media dichiarata dal settore è di 21.596 euro, in pratica l’equivalente di una provvigione del 3% sulla vendita di due case da 310.000 euro. I circa 1.000 agenti immobiliari-lavoratori autonomi dichiarano in media 11.759 euro, le 672.000 società in semplificata, invece, 17.507 euro.

Dagli artisti ai notai. Il grande calderone dei professionisti (da notai ad avvocati, da commercialisti a geometri) dichiara in media 36.369 euro, i medici e sanitari 44.205 euro. Ma ci sono anche gli artisti, gli sportivi e gli imprenditori del settore: la loro categoria dichiara in media 24.800, una media tra i 12.574 di chi ha una società in contabilità semplificata e i 32.027 di chi stacca le ricevute come lavoratore autonomo. (via Repubblica.it)

Ci sono volte in cui il nome di questo blog mi sembra l’unico possibile.

15 luglio, 2009 | No comments

Sandri, sei anni all’agente: “Omicidio colposo”.

AREZZO – Non fu volontario l’omicidio di Gabriele Sandri. Dopo nove ore di camera di consiglio, la Corte d’assise d’Arezzo ha condannato a sei anni l’agente della Polstrada Luigi Spaccarotella che l’11 novembre del 2007 uccise il tifoso della Lazio Gabriele Sandri nell’area di servizio Badia al Pino sulla A1. “Fu omicidio colposo aggravato dalla previsione dell’evento”, ha detto la giuria. Come dire che Spaccarotella sparò contro Sandri senza la volontà di ucciderlo, ma “accettando il rischio che quell’evento potesse verificarsi”. (via Repubblica.it)

Questa totale impunità della polizia diventa (caso dopo caso) sempre più imbarazzante.

15 luglio, 2009 | No comments

Manovra, arriva lo scudo fiscale. L’aliquota sarà del 5%

“La norma prevede – si legge nella relazione tecnica – l’istituzione di un’imposta straordinaria sulle attività finanziarie e patrimoniali, detenute fuori dal territorio dello Stato” e a “condizione che le stesse vengano rimpatriate in Italia da paesi extraeuropei nonché regolarizzate ovvero rimpatriate perché in essere in paesi dell’Unione europea e in paesi aderenti allo spazio economico europeo che garantiscono un effettivo scambio di informazioni fiscali in via amministrativa”. 

L’imposta si applica su un rendimento lordo “presunto” del 2% annuo per i cinque anni precedenti il rimpatrio o la regolarizzazione “con un’aliquota sintetica del 50% per anno comprensiva di interessi e sanzioni e senza diritto allo scomputo di eventuali o crediti”, recita il testo dell’emendamento. In pratica ciò significa un’aliquota complessiva del 5%, che sarà applicata sulle attività finanziarie e patrimoniali detenute almeno al 31 dicembre 2008 o rimpatriate e regolarizzate a partire dal 15 ottobre prossimo e fino al 15 aprile 2010. (via Repubblica.it)

Una bel condono fiscale mascherato. Ma solo per i ricchissimi.

14 luglio, 2009 | No comments

Varese, il diktat dell’assessore leghista “Non vendete o affittate a extracomunitari”.

L’appello è senza mezzi termini: “Chi ama Gerenzano non vende e non affitta agli extracomunitari. Altrimenti avremo il paese invaso da stranieri e avremo sempre più paura a uscire di casa!”. Con tanto di punto esclamativo alla fine, per rafforzare il concetto, e la firma di Cristiano Borghi, assessore alla Polizia locale e alla sicurezza pubblica del Comune di Gerenzano, in provincia di Varese, retto da una amministrazione monocolore leghista. La pagina è apparsa sul numero di maggio di Filo diretto con i cittadini, il bollettino ufficiale del Comune, ed è stata già segnalata all’Ufficio contro le discriminazioni razziali istituito presso il ministero delle Pari opportunità. (via Repubblica.it)

9 luglio, 2009 | No comments

Pozzano, il tunnel senza uscita “Lavori in corso” da ben 27 anni.

“[...] il tunnel di Pozzano, quella galleria proget tata per «rendere più scorrevo le » il traffico sulla Sorrentina, è lì dal 1982. Come se l’enor me talpa che doveva scavar lo fosse caduta in letargo. Come se sessanta e pas sa milioni di euro non fossero sufficienti. Co me se quel cartello che annuncia «lavo ri in corso» non fosse un’offesa a chi lavora dav vero. È affisso davanti al can tiere da ventiset te anni. Pensare che ne sono ba stati sei per il traforo del Monte Bianco, dieci per quello del San Gottardo, appena quattro per il tunnel di Laerdal, la galleria stra dale più lunga del mondo. Il pro fessor Vincenzo Ferro, uno dei massimi esperti in costruzione di tunnel (lavorò nel traforo del Bianco dopo l’incen dio del 24 marzo 1999) e all’epoca consulente del l’Anas, il 29 luglio 2004 dichiarò al Corriere del Mezzogiorno: «Il pun to di riferimento più valido per Pozza no è quello del Fréjus». Peccato che per quella galleria siano stati bastati cinque anni.” (via Corriere.it)

7 luglio, 2009 | No comments

Bondi 1.0 e Bondi 2.0

Bondi 1.0 sul Family Day (Marzo 2007) da Repubblica.it (link):

Anche il mondo politico è pronto a scendere in piazza. Nel centrodestra, aderirà sicuramente il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi, che però sottolinea che non si tratta di una manifestazione contro il governo: “Siamo tutti laici e democratici, occorre ricordarlo, dunque una manifestazione di questa importanza deve essere interpretata non come un’azione conflittuale contro qualcuno, ma, piuttosto, come un momento collettivo teso ad affermare la realtà cardine della nostra società e dell’Occidente, la famiglia”.

Bondi 2.0 si separa (Luglio 2009) da Corriere.it (link):

MONZA – Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, 50 anni, e la moglie Maria Gabriella Podestà, 48, hanno definito lunedì un accordo di separazione consensuale di fronte al Tribunale di Monza. L’udienza si è tenuta nel capoluogo della provincia lombarda perchè il ministro dei Beni culturali ha da tempo trasferito la sua residenza ad Arcore, vicino alla villa del premier Berlusconi, abbandonando la sua Fivizzano, in Lunigiana, di cui nel 1990 era diventato sindaco nelle file del Pci.
PIENO ACCORDO – Il ministro era assistito dall’avvocato Emidia Zanetti Vitali mentre a fianco della moglie c’era l’avvocato Cesare Rimini. I due coniugi hanno raggiunto un pieno accordo anche per l’affidamento del figlio di 11 anni. Bondi, sposato dal ’93, convive da almeno un anno con Manuela Repetti, 43 anni, figlia di un costruttore di Novi Ligure e dal 2008 deputata del Pdl. Al termine dell’udienza il ministro ha evitato ogni commento, dribblando giornalisti e fotografi e allontanandosi da un’uscita posteriore del tribunale.

MONZA – Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, 50 anni, e la moglie Maria Gabriella Podestà, 48, hanno definito lunedì un accordo di separazione consensuale di fronte al Tribunale di Monza. L’udienza si è tenuta nel capoluogo della provincia lombarda perchè il ministro dei Beni culturali ha da tempo trasferito la sua residenza ad Arcore, vicino alla villa del premier Berlusconi, abbandonando la sua Fivizzano, in Lunigiana, di cui nel 1990 era diventato sindaco nelle file del Pci.

Il ministro era assistito dall’avvocato Emidia Zanetti Vitali mentre a fianco della moglie c’era l’avvocato Cesare Rimini. I due coniugi hanno raggiunto un pieno accordo anche per l’affidamento del figlio di 11 anni. Bondi, sposato dal ’93, convive da almeno un anno con Manuela Repetti, 43 anni, figlia di un costruttore di Novi Ligure e dal 2008 deputata del Pdl. Al termine dell’udienza il ministro ha evitato ogni commento, dribblando giornalisti e fotografi e allontanandosi da un’uscita posteriore del tribunale.

7 luglio, 2009 | No comments

Per la morte del giovane Aldrovandi poliziotti condannati a tre anni e 6 mesi. Solo.

FERRARA – Il tribunale di Ferrara ha condannato a tre anni e sei mesi i quattro poliziotti accusati di eccesso colposo nell’omicidio colposo di Federico Aldrovandi, il ragazzo di 18 anni morto il 25 settembre 2005 durante un intervento di polizia. Alla lettura della sentenza i genitori del ragazzo si sono abbracciati piangendo e in aula sono partiti applausi. (via Repubblica.it)

Ma che vuol dire “eccesso colposo di omicidio colposo”??. Allora per il caso Sandri sarà “pallotola colposa di omicidio colposo”? E il G8 di Genvoa: “Montaggio colposo di omicidio colposo”. I poliziotti dovrebbero cominciare ad andare in galera come tutti gli altri. E basta.

3 luglio, 2009 | No comments

Decreto Sicurezza. Sicurezza di tornare al nazismo.

La clandestinità diventa reato – Chi entra o soggiorna in maniera illega­le in Italia commette il reato di immigra­zione clandestina. La pena è un’ammen­da da 5 a 10 mila euro. I clandestini sono sottoposti a processo davanti al giudice di pace con espulsione per direttissima. Che cosa cambia? È previsto un boom delle espulsioni: dalle 25 mila del 2008, potrebbero almeno raddoppiare.
Nascono i centri di espulsione – I Centri di permanenza temporanea (Cpt) diventano Centri di identificazione ed espulsione. La permanenza massima passa da 2 a 6 mesi. Che cosa cambia? Il prolungamento della permanenza permetterà di comple­tare le procedure per l’espulsione, attual­mente spesso lasciate a metà.
Servizi pubblici off limits – Chi svolge la funzione di pubblico uffi­ciale ha l’obbligo di denuncia dei clande­stini che si presentano agli sportelli. Che cosa cambia? I clandestini non po­tranno più accedere ai servizi pubblici. E anche se è saltata la norma sui medici e presidi-spia, c’è chi sostiene che l’obbli­go di denuncia ci sarà lo stesso perché de­riva dalla funzione pubblica esercitata.
La registrazione all’anagrafe – Il permesso di soggiorno diventa obbli­gatorio per qualsiasi atto: registrazione nuovi nati, matrimonio, etc. Che cosa cambia? La registrazione al­l’anagrafe non sarebbe possibile e i bam­bini appena nati non potendo essere rico­nosciuti diventerebbero adottabili. La leg­ge Bossi-Fini prevede però un permesso di soggiorno di 6 mesi per le donne incin­te, che dovrebbe consentire la registrazio­ne all’anagrafe.
Soggiorno a pagamento – Il permesso di soggiorno e l’acquisizio­ne della cittadinanza italiana saranno a pagamento: da 80 a 200 euro. Che cosa cambia? Per le casse pubbli­che è previsto un incasso di almeno 160 milioni di euro all’anno destinati alle po­litiche per l’immigrazione.
«Favoreggiatori» nel mirino – Chi favorisce l’ingresso dei clandestini rischia fino a 15 anni di carcere. E chi af­fitta appartamenti agli irregolari rischia fino a 3 anni di carcere. Che cosa cambia? Chi cede in affitto la casa dovrà verificare il permesso di sog­giorno del locatario.
Le ronde per la sicurezza – La legge riconosce le associazioni «di volontari per la sicurezza». Le ronde sa­ranno disarmate. Via libera allo spray al peperoncino per l’autodifesa. Che cosa cambia? Le ronde potranno circolare nelle strade ma senza divise o simboli di partiti politici. Sono così taglia­te fuori le «ronde nere» in divisa kaki e basco nero preannunciate dal Partito na­zionalista. Le ronde segnaleranno le ille­galità alle forze dell’ordine, ma senza in­tervenire.
Nuovo giro di vite antimafia – Il carcere duro per i reati di mafia è rinnovato non più ogni 2 anni, ma ogni 4. Tutti i colloqui familiari saranno regi­strati. E saranno ammessi al massimo tre incontri settimanali con gli avvocati. Sempre per contrastare le cosche, sono escluse dagli appalti pubblici le imprese che abbiamo omesso denunce di racket. Inoltre nei casi di infiltrazione mafiosa, lo scioglimento dei Comuni riguarderà anche gli organi amministrativi e tecni­ci. Che cosa cambia? Lo scioglimento de­gli organi amministrativi secondo i tecni­ci del ministero consentirà di allontanare dagli uffici pubblici con più facilità il per­sonale colluso con le cosche, che spesso sopravvive agli organi politici.
Writers e vandali, pene più severe – La nuova legge prevede carcere fino a 3 mesi per chi imbratta cose di interesse artistico o storico. Ammenda fino a 1000 euro per chi vende a minorenni bombo­­lette di vernice non biodegradabile. Che cosa cambia? Il giro di vite contro writers e vandali, sollecitato in particola­re dai sindaci di alcune grandi città, se ap­plicato con rigore rischia di creare un pro­blema di affollamento delle aule giudizia­rie: secondo una stima non ufficiale della questura di Roma, nella sola capitale gli atti perseguibili sono nell’ordine «delle centinaia ogni settimana».
Alcol e droghe, patente da rifare – È disposta d’ufficio la «revisione della patente» per chi guida ubriaco o sotto l’effetto di droghe. Si tratta delle procedu­ra che accerta il possesso dei requisiti psi­cofisici attitudinali per la guida. Inoltre, la revoca della patente è più facile. Che cosa cambia? Secondo le prime sti­me potrebbero essere almeno 20 mila le persone che ogni anno si dovranno sotto­porre alla revisione della patente.

La clandestinità diventa reato – Chi entra o soggiorna in maniera illega le in Italia commette il reato di immigra zione clandestina. La pena è un’ammen­da da 5 a 10 mila euro. I clandestini sono sottoposti a processo davanti al giudice di pace con espulsione per direttissima. Che cosa cambia? È previsto un boom delle espulsioni: dalle 25 mila del 2008, potrebbero almeno raddoppiare.

Nascono i centri di espulsione – I Centri di permanenza temporanea (Cpt) diventano Centri di identificazione ed espulsione. La permanenza massima passa da 2 a 6 mesi. Che cosa cambia? Il prolungamento della permanenza permetterà di comple tare le procedure per l’espulsione, attual mente spesso lasciate a metà.

Servizi pubblici off limits – Chi svolge la funzione di pubblico uffi ciale ha l’obbligo di denuncia dei clande stini che si presentano agli sportelli. Che cosa cambia? I clandestini non po tranno più accedere ai servizi pubblici. E anche se è saltata la norma sui medici e presidi-spia, c’è chi sostiene che l’obbli go di denuncia ci sarà lo stesso perché de riva dalla funzione pubblica esercitata.

La registrazione all’anagrafe - Il permesso di soggiorno diventa obbli gatorio per qualsiasi atto: registrazione nuovi nati, matrimonio, etc. Che cosa cambia? La registrazione al l’anagrafe non sarebbe possibile e i bam bini appena nati non potendo essere rico nosciuti diventerebbero adottabili. La leg ge Bossi-Fini prevede però un permesso di soggiorno di 6 mesi per le donne incin te, che dovrebbe consentire la registrazio ne all’anagrafe.

Soggiorno a pagamento – Il permesso di soggiorno e l’acquisizio ne della cittadinanza italiana saranno a pagamento: da 80 a 200 euro. Che cosa cambia? Per le casse pubbli che è previsto un incasso di almeno 160 milioni di euro all’anno destinati alle po litiche per l’immigrazione.

«Favoreggiatori» nel mirino – Chi favorisce l’ingresso dei clandestini rischia fino a 15 anni di carcere. E chi af­fitta appartamenti agli irregolari rischia fino a 3 anni di carcere. Che cosa cambia? Chi cede in affitto la casa dovrà verificare il permesso di sog giorno del locatario.

Le ronde per la sicurezza – La legge riconosce le associazioni «di volontari per la sicurezza». Le ronde sa ranno disarmate. Via libera allo spray al peperoncino per l’autodifesa. Che cosa cambia? Le ronde potranno circolare nelle strade ma senza divise o simboli di partiti politici. Sono così taglia te fuori le «ronde nere» in divisa kaki e basco nero preannunciate dal Partito na zionalista. Le ronde segnaleranno le ille galità alle forze dell’ordine, ma senza in tervenire.

Nuovo giro di vite antimafia – Il carcere duro per i reati di mafia è rinnovato non più ogni 2 anni, ma ogni 4. Tutti i colloqui familiari saranno regi strati. E saranno ammessi al massimo tre incontri settimanali con gli avvocati. Sempre per contrastare le cosche, sono escluse dagli appalti pubblici le imprese che abbiamo omesso denunce di racket. Inoltre nei casi di infiltrazione mafiosa, lo scioglimento dei Comuni riguarderà anche gli organi amministrativi e tecni ci. Che cosa cambia? Lo scioglimento de gli organi amministrativi secondo i tecni ci del ministero consentirà di allontanare dagli uffici pubblici con più facilità il per sonale colluso con le cosche, che spesso sopravvive agli organi politici.

Writers e vandali, pene più severe - La nuova legge prevede carcere fino a 3 mesi per chi imbratta cose di interesse artistico o storico. Ammenda fino a 1000 euro per chi vende a minorenni bombo lette di vernice non biodegradabile. Che cosa cambia? Il giro di vite contro writers e vandali, sollecitato in particola re dai sindaci di alcune grandi città, se ap plicato con rigore rischia di creare un pro blema di affollamento delle aule giudizia rie: secondo una stima non ufficiale della questura di Roma, nella sola capitale gli atti perseguibili sono nell’ordine «delle centinaia ogni settimana».

Alcol e droghe, patente da rifare - È disposta d’ufficio la «revisione della patente» per chi guida ubriaco o sotto l’effetto di droghe. Si tratta delle procedu ra che accerta il possesso dei requisiti psi cofisici attitudinali per la guida. Inoltre, la revoca della patente è più facile. Che cosa cambia? Secondo le prime sti me potrebbero essere almeno 20 mila le persone che ogni anno si dovranno sotto porre alla revisione della patente. (via Corriere.it)

2 luglio, 2009 | No comments

Se questo è un giudice.

«Caro Presidente, caro Silvio,
ti scrivo una lettera aperta perchè cominciando seriamente a dubitare del fatto che le pratiche dell’Ovra (la polizia segreta fascista, ndr) siano definitivamente cessate con la caduta del fascismo, non voglio cadere nel tranello di essere accusato, da parte di chi necessariamente ne ignorerà il contenuto, di averti inviato una missiva “carbonara e piduista”, secondo il colorito linguaggio di un parlamentare. Ritenevo in buona fede di essere un uomo libero in un Paese ancora libero e di avere il diritto ‘”umano” di invitare a casa mia un amico di vecchia data quale tu sei.
Ho sempre intrattenuto con te rapporti di grande civiltà e di reciproca e rispettosa stima. Vederti in compagnia di persone a me altrettanto care e conversare tutti assieme in tranquilla amicizia non mi era sembrato un misfatto. A casa mia, come tu sai per vecchia consuetudine, la cena è sempre curata da una domestica fidata (e basta!). Non vi sono cioè possibili ‘”spioni”, come li avrebbe definiti Totò. Chi abbia potuto raccontare un fantasioso contenuto delle nostre conversazioni a tavola inventandosi tutto di sana pianta resta un mistero che i grandi inquisitori del nostro Paese dovrebbero approfondire prima di lanciare accuse e anatemi. La libertà di cronaca è una cosa, la licenza di raccontare frottole ad ignari lettori è ben altra! Soprattutto quando il fine non è proprio nobile.
Caro Silvio, a parte il fatto che non era quella la prima volta che venivi a casa mia e che non sarà certo l’ultima fino al momento in cui un nuovo totalitarismo malauguratamente dovesse privarci delle nostre libertà personali, mi sembra doveroso dirti per correttezza che la prassi delle cene con persone di riguardo in casa di persone perbene non è stata certo inaugurata da me ma ha lunga data nella storia civile del nostro Paese. Molti miei attuali ed emeriti colleghi della Corte Costituzionale hanno sempre ricevuto nelle loro case, come è giusto che sia, alte personalità dello Stato e potrei fartene un elenco chilometrico.
Caro presidente, l’amore per la libertà e la fiducia nella intelligenza e nella grande civiltà degli italiani che entrambi nutriamo ci consente di guardare alla barbarie di cui siamo fatti oggetto in questi giorni con sereno distacco. L’Italia continuerà ad essere, ne sono sicuro, il Paese civile in cui una persona perbene potrà invitare alla sua tavola un amico stimato. Con questa fiducia, un caro saluto».

«Caro Presidente, caro Silvio,

ti scrivo una lettera aperta perchè cominciando seriamente a dubitare del fatto che le pratiche dell’Ovra (la polizia segreta fascista, ndr) siano definitivamente cessate con la caduta del fascismo, non voglio cadere nel tranello di essere accusato, da parte di chi necessariamente ne ignorerà il contenuto, di averti inviato una missiva “carbonara e piduista”, secondo il colorito linguaggio di un parlamentare. Ritenevo in buona fede di essere un uomo libero in un Paese ancora libero e di avere il diritto ‘”umano” di invitare a casa mia un amico di vecchia data quale tu sei.

Ho sempre intrattenuto con te rapporti di grande civiltà e di reciproca e rispettosa stima. Vederti in compagnia di persone a me altrettanto care e conversare tutti assieme in tranquilla amicizia non mi era sembrato un misfatto. A casa mia, come tu sai per vecchia consuetudine, la cena è sempre curata da una domestica fidata (e basta!). Non vi sono cioè possibili ‘”spioni”, come li avrebbe definiti Totò. Chi abbia potuto raccontare un fantasioso contenuto delle nostre conversazioni a tavola inventandosi tutto di sana pianta resta un mistero che i grandi inquisitori del nostro Paese dovrebbero approfondire prima di lanciare accuse e anatemi. La libertà di cronaca è una cosa, la licenza di raccontare frottole ad ignari lettori è ben altra! Soprattutto quando il fine non è proprio nobile.

Caro Silvio, a parte il fatto che non era quella la prima volta che venivi a casa mia e che non sarà certo l’ultima fino al momento in cui un nuovo totalitarismo malauguratamente dovesse privarci delle nostre libertà personali, mi sembra doveroso dirti per correttezza che la prassi delle cene con persone di riguardo in casa di persone perbene non è stata certo inaugurata da me ma ha lunga data nella storia civile del nostro Paese. Molti miei attuali ed emeriti colleghi della Corte Costituzionale hanno sempre ricevuto nelle loro case, come è giusto che sia, alte personalità dello Stato e potrei fartene un elenco chilometrico.

Caro presidente, l’amore per la libertà e la fiducia nella intelligenza e nella grande civiltà degli italiani che entrambi nutriamo ci consente di guardare alla barbarie di cui siamo fatti oggetto in questi giorni con sereno distacco. L’Italia continuerà ad essere, ne sono sicuro, il Paese civile in cui una persona perbene potrà invitare alla sua tavola un amico stimato. Con questa fiducia, un caro saluto». Luigi Mazzella, giudice costituzionale. (via Corriere.it)