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Archive for aprile, 2010

27 aprile, 2010 | No comments

Preso Tegano, boss della ‘ndrangheta. In centinaia gridano: “E’ un uomo di pace

REGGIO CALABRIA – La polizia ha arrestato ieri sera a Reggio Calabria il boss della ‘ndrangheta Giovanni Tegano, di 70 anni, inserito nell’elenco dei 30 latitanti più pericolosi del ministero dell’interno. Tegano è stato preso nel corso di un’operazione eseguita dalla squadra mobile di Reggio Calabria, diretta da Renato Cortese, in località Terreti. Tetgano era armato e in compagnia di altre cinque persone. Il genero, un pregiudicato e i proprietari dell’appartamento nel quale si nascondeva,
Davanti alla Questura questa mattina centinaia di persone, fra cui molti esponenti della estesa famiglia di Tegano. Le donne gridavano: “Avete preso un uomo di pace”. Per il boss anche molti applausi. Piu’ tardi, in conferenza stampa, il questore ha denunciato: “E’ una vergogna, noi aspettavamo gli applausi alla polizia, invece sono arrivati quelli al boss”. (via Repubblica.it)

REGGIO CALABRIA – La polizia ha arrestato ieri sera a Reggio Calabria il boss della ‘ndrangheta Giovanni Tegano, di 70 anni, inserito nell’elenco dei 30 latitanti più pericolosi del ministero dell’interno. Tegano è stato preso nel corso di un’operazione eseguita dalla squadra mobile di Reggio Calabria, diretta da Renato Cortese, in località Terreti. Tetgano era armato e in compagnia di altre cinque persone. Il genero, un pregiudicato e i proprietari dell’appartamento nel quale si nascondeva,
Davanti alla Questura questa mattina centinaia di persone, fra cui molti esponenti della estesa famiglia di Tegano. Le donne gridavano: “Avete preso un uomo di pace”. Per il boss anche molti applausi. Piu’ tardi, in conferenza stampa, il questore ha denunciato: “E’ una vergogna, noi aspettavamo gli applausi alla polizia, invece sono arrivati quelli al boss”.

Non ricordo come sono finite le ultime regionali in Calabria.

12 aprile, 2010 | No comments

Cure negate senza tessera sanitaria muore a 13 mesi bimba nigeriana.

Rifiutata dall’ospedale perché le era scaduta la tessera sanitaria, una bambina nigeriana di 13 mesi muore poche ore dopo. Il padre, in regola con il permesso di soggiorno, aveva appena perso il lavoro e non poteva rinnovare il documento che forse avrebbe strappato la piccola alla morte. «Uccisa dalla burocrazia», dicono gli amici della coppia, che in 200 hanno sfilato per le vie di Carugate, hinterland di Milano, dove la famiglia vive.
FOTO Gli amici in strada a Carugate
«I medici avrebbero potuto salvarla se non si fosse perso tutto quel tempo e se le cure fossero state adeguate. Se fosse stata italiana questo non sarebbe successo», grida ora Tommy Odiase, 40 anni, in Italia dal 1997. Chiede giustizia mentre stringe la mano della moglie Linda, di nove anni più giovane.

Rifiutata dall’ospedale perché le era scaduta la tessera sanitaria, una bambina nigeriana di 13 mesi muore poche ore dopo. Il padre, in regola con il permesso di soggiorno, aveva appena perso il lavoro e non poteva rinnovare il documento che forse avrebbe strappato la piccola alla morte. «Uccisa dalla burocrazia», dicono gli amici della coppia, che in 200 hanno sfilato per le vie di Carugate, hinterland di Milano, dove la famiglia vive.
FOTO Gli amici in strada a Carugate
«I medici avrebbero potuto salvarla se non si fosse perso tutto quel tempo e se le cure fossero state adeguate. Se fosse stata italiana questo non sarebbe successo», grida ora Tommy Odiase, 40 anni, in Italia dal 1997. Chiede giustizia mentre stringe la mano della moglie Linda, di nove anni più giovane. (via Repubblica.it)

con le parole di Primo Levi:

“Voi che vivete sicuri

Nelle vostre tiepide case,

voi che trovate tornando a sera

Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo”

8 aprile, 2010 | No comments

Anziana uccisa in casa, tre fermi «Aggredita per i suoi rimproveri»

CATANIA – Una donna di 71 anni, Maria La Spina, è stata uccisa mercoledì sera, poco prima di mezzanotte, nella sua abitazione in via Duca degli Abruzzi, a Catania. La donna era nubile e viveva da sola. È stata aggredita e colpita ripetutamente con oggetti contundenti.
SOSPETTATI – La squadra mobile della Questura sta interrogando tre persone, sospettate per il delitto. La loro posizione è al vaglio del sostituto procuratore distrettuale Andrea Sorrentino e del procuratore capo del Tribunale per i minorenni di Catania, Agostino Fera. Due di loro, infatti, non sono ancora non maggiorenni. Secondo una ipotesi accreditata da più fonti, la donna sarebbe stata uccisa al culmine di un litigio per motivi personali dai tre che la conoscevano bene. A quanto pare, i tre sospettati serbavano rancore verso l’anziana per i continui rimproveri che lei rivolgeva loro. Con una scusa sarebbero riusciti a farsi aprire e una volta entrati nell’appartamento l’avrebbero picchiata a morte. La vittima sarebbe stata colpita con un oggetto metallico. Secondo l’accusa la casa sarebbe stata messa a soqquadro per simulare una rapina e coprire il reale movente del delitto. (via Corriere.it)