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28 luglio, 2009 | No comments

Agrigento, sigilli all’ospedale. “Cemento fragile: c’è rischio sismico”

AGRIGENTO – La Guardia di Finanza di Agrigento ha sequestrato il nuovo ospedale «San Giovanni di Dio» di Agrigento perché a rischio crollo, soprattutto in caso di terremoto. La struttura inaugurata appena 5 anni fa sarebbe stata infatti realizzata con cemento depotenziato. Gli uomini delle fiamme gialle in mattinata hanno così notificato il «sequestro preventivo dell’intero complesso ospedaliero» disposto dal Gip di Agrigento, Alberto Davico, su richiesta del Procuratore della Repubblica, Renato Di Natale, dell’aggiunto Ignazio Fonzo e del sostituto Antonella Pandolfi.

Un Ospedale costruite male? In Italia? Ma dai… non scherziamo…

9 luglio, 2009 | No comments

Pozzano, il tunnel senza uscita “Lavori in corso” da ben 27 anni.

“[...] il tunnel di Pozzano, quella galleria proget tata per «rendere più scorrevo le » il traffico sulla Sorrentina, è lì dal 1982. Come se l’enor me talpa che doveva scavar lo fosse caduta in letargo. Come se sessanta e pas sa milioni di euro non fossero sufficienti. Co me se quel cartello che annuncia «lavo ri in corso» non fosse un’offesa a chi lavora dav vero. È affisso davanti al can tiere da ventiset te anni. Pensare che ne sono ba stati sei per il traforo del Monte Bianco, dieci per quello del San Gottardo, appena quattro per il tunnel di Laerdal, la galleria stra dale più lunga del mondo. Il pro fessor Vincenzo Ferro, uno dei massimi esperti in costruzione di tunnel (lavorò nel traforo del Bianco dopo l’incen dio del 24 marzo 1999) e all’epoca consulente del l’Anas, il 29 luglio 2004 dichiarò al Corriere del Mezzogiorno: «Il pun to di riferimento più valido per Pozza no è quello del Fréjus». Peccato che per quella galleria siano stati bastati cinque anni.” (via Corriere.it)

26 febbraio, 2009 | No comments

Il 64% dei treni in ritardo con una media di oltre mezz’ora.

Secondo un’inchiesta di Altroconsumo condotta dal 20 al 24 dicembre 2008 e dal 3 al 6 gennaio 2009, su 571 convogli monitorati in partenza da Bologna, Milano e Torino per Bari, Bologna, Napoli, Reggio Calabria e Roma, il 64% è arrivato in ritardo (Frecciarossa compresi) con una media di 37 minuti, più di mezz’ora di maggior permanenza a bordo. Gli orari di arrivo dei treni sono stati registrati nelle stazioni di destinazione dalle 7 alle 20.

e ancora

Nell’indagine di Altroconsumo 34 dei treni considerati, quasi tutti diretti al Sud, hanno avuto ritardi superiori alle due ore. Per alcuni di essi non si tratta di imprevisti, ma di disservizi cronicizzati, come nel caso dell’espresso 1921 “Trinacria” Milano-Palermo (ritardo massimo tre ore e 20 minuti), o dell’Intercity Notte 751 “Tommaso Campanella” Milano-Reggio Calabria (ritardo massimo due ore e 53 minuti).

(fonte Repubblica.it)

L’importante però è fare il ponte sullo stretto.

26 febbraio, 2009 | No comments

Il grande buco dei conti di Palermo. Il 72 per cento del bilancio va via in stipendi ai dipendenti, uno ogni 30 abitanti.

Su 866 milioni l’anno di spese correnti, il Municipio di Palermo ne scuce 623 (il 72%) per pagare 21.895 dipendenti. Ottomila più di dieci anni fa. Un po’ diretti, un po’ precari stabilizzati nelle aziende partecipate. Media: un dipendente comunale ogni 30 abitanti. Un carico insostenibile. E ogni giorno più gravoso. Basti dire che alla catastrofica azienda della nettezza urbana, quell’Amia appena salvata dal governo Berlusconi col regalo di 80 milioni di euro nel decreto «milleproroghe» che ha tolto il sonno a tanti sindaci leghisti, c’era fino a poco fa un accordo: un padre poteva lasciare il posto di lavoro al figlio. Col risultato, accusa Maurizio Pellegrino, un consigliere dell’opposizione autore di un esposto micidiale alla Corte dei Conti, «che nel 2008, nonostante il bilancio disastroso e il forte esubero di personale, sono state fatte oltre 400 assunzioni. E che prima d’andarsene, a dicembre, il vecchio Cda ha assorbito altri 80 lavoratori di una ditta privata». Indispensabili? Risponde una tabella che confronta i dati della nettezza urbana di Palermo, Genova e Torino: con la metà degli abitanti, il capoluogo siciliano ha circa mezzo migliaio di dipendenti in più di quello piemontese. Uno ogni 259 abitanti sotto il monte Pellegrino, uno ogni 577 sotto la Mole Antonelliana. Totale dei rifiuti raccolti in un anno per dipendente: 164 tonnellate a Palermo, 220 a Genova, 491 a Torino. (via Corriere.it)

Non è colpa loro. Sono io che evidentemente proprio non capisco cosa intendono quando dicono che vogliono “ridurre gli sprechi”.

12 gennaio, 2009 | No comments

Insegnare per anni gratis nelle private.

Insegnare per anni gratuitamente nelle scuole private. È il destino che accomuna centinaia di giovani docenti che lavorano in istituti paritari in Campania senza ricevere compenso o al massimo ottenendo solo una piccola parte del salario. Esiste ormai da anni una regola tacita imposta dai dirigenti di tante scuole private ai docenti freschi di abilitazione all’insegnamento che entrano nel mondo della scuola attraverso il canale degli istituti privati: le scuole paritarie assumono con un regolare contratto i giovani insegnanti permettendo loro di accumulare punteggio e scalare le graduatorie provinciali d’insegnamento (condizione necessaria per lavorare un giorno nella scuola pubblica e ottenere il fatidico posto fisso). I docenti in cambio accettano di lavorare gratuitamente o per poche centinaia di euro nelle scuole private. È raro che un giovane insegnante si ribelli a questa prassi: nelle regioni meridionali il numero dei docenti precari è molto alto e le scuole private non hanno problemi a trovare insegnanti pronti a tutto pur di ottenere un incarico annuale. (da Corriere.it)

E poi dicono che al sud non c’è lavoro.